Casella di testo: DianHelix
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L’ORTICELLO DELLE LUMACHE

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“Lumache Italiane”

B&B MARUCOLE: lumache buone buone!

Nata all’inizio degli anni ‘70, l’Elicicolotura, che significa coltivazione degli “elicidi” (nome scientifico delle lumache o chiocciole), o più precisamente, allevamento a ciclo biologico completo della chiocciola da gastronomia, consiste nell’introdurre, in appositi recinti, chiocciole destinate ad accoppiarsi ed a moltiplicarsi in un ambiente creato ad hoc,  per poi vendere le chiocciole nate e cresciute nell’allevamento. E’ passata, in questi 30 anni, da attività marginale, poco conosciuta, rischiosa anche sotto certi aspetti per le limitate conoscenze delle necessità biologiche e zootecniche del mollusco, ad un vera e propria attività agricola, sempre più diffusa e praticata. La sua nascita è legata alla sempre più crescente domanda (anche se il consumo pro-capite è ancora limitato), e alla sempre più carenza del prodotto trovato in natura per via del progressivo inquinamento assieme all’estensione di una agricoltura sempre più specializzata ed intensiva, con l’uso di concimi azotati (dannosi per le lumache), ha via via distrutto quell’habitat indispensabile alla riproduzione libera delle chiocciole in natura. Questi fattori, messi insieme ad un notevolissimo aumento dei consumi, hanno imposto la necessità di ottenere chiocciole da allevamenti organizzati dall’uomo, al fine di avere produzioni consistenti nel più breve spazio di tempo possibile, l’elicicoltura appunto.

In Italia l’elicicoltura si attua elusivamente su libero terreno ed all’aperto, senza coperture o l’uso di strutture di protezione a differenza di altri paesi, la Francia su tutti, dove si è puntato molto sull’allevamento artificiale , al chiuso, ma con scarsi risultati ed ingenti investimenti. Quindi il sistema “all’italiana” è all’avanguardia dopo anni laboriosi e ricchi di iniziative per sperimentare e organizzare questo tipo di allevamento; anni che hanno anche evidenziato le difficoltà di carattere biologico e zootecnico per la produzione economica del mollusco. Questo lungo e faticoso tempo di rodaggio e sperimentazione ha tuttavia confermato che:

· esiste una grande differenza qualitativa tra il prodotto nato e cresciuto in un allevamento controllato a confronto di quello raccolto in natura per vari motivi quali l’età (fattore importantissimo per la tenerezza e la fragranza delle carni), pezzatura omogenea (fattore importante per la cottura),il processo di spurgatura e asciugatura  (procedimenti utilissimi al fine igienico ma anche per la resa alle preparazioni culinarie), la selezionatura dei soggetti e dei vegetali (quest’ultimi, i vegetali, sono i principali fattori che determinano il gusto della carne di lumaca). Le chiocciole raccolte in natura non presentano queste caratteristiche.

· La possibilità economica che questo tipo di allevamento offre

· Un mercato nazionale e mondiale della chiocciola che è attualmente in forte crescita con una sempre più limitata disponibilità del prodotto proveniente dalla natura anche a causa dei divieti di raccolta imposti dall’Unione Europea al fine di salvaguardare il destino di questo animaletto

Chiarito che l’elicicoltura non è un’attività di facile e immediata redditività anche se si presenta come un mondo affascinante che desta molta curiosità (come ho potuto io stesso verificare in questi mesi da quando ho iniziato i primi lavori per tirare su  il mio allevamento) e che dà la possibilità di reddito, consiglio di non improvvisare assolutamente questa attività perché è piena di “insidie”, quindi, dico a chiunque volesse iniziare un’attività del genere, di informarsi e di affidarsi all’esperienza dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura con sede a Cherasco (CUNEO).

Io, giovane studente universitario, dopo circa tre anni di personale ricerche e studio su vari testi e documentazioni specifiche del settore, cito fra tutte l’utilissimo testo “Elicicoltura” scritto dal presidente nonché fondatore dell’Istituto, il dottor Giovanni Avagnina, e dopo diverse partecipazioni ad alcune rassegne sul settore ma solo dopo aver deciso di contattare l’Istituto per partecipare al loro “corso di preparazione all’elicicoltura” (giorno 26/02/2005) ho finalmente deciso di iniziare praticamente questa attività. Ad oggi (07/04/2006) sono lieto di comunicarvi, anche se solo agli inizi, che il mio allevamento  è in attività e che ho incontrato non poche difficoltà, superate da tanta mia determinazione e convinzione.

Molti enti pubblici, in varie regioni italiane, hanno istituito dei contributi per promuovere questo settore, ma vi comunico, con tanto rammarico, che non mi è stato concesso alcuna forma di aiuto dalla regione CAMPANIA, ritenendolo un settore con un mercato troppo limitato...

...a mio parere, “ostacolandolo ulteriormente!!!”

L’Elicicoltura: Storia ed Attualità

Casella di testo: È il sistema d’allevamento più diffuso in Italia che maggiormente risponde alle naturali esigenze del piccolo mollusco. Consiste nell’introdurre, in appositi recinti, chiocciole destinate ad accoppiarsi ed a moltiplicarsi in un ambiente creato ad hoc,  per poi vendere le chiocciole nate e cresciute nell’allevamento in pieno campo proprio come in un orto. Queste si alimentano solo ed esclusivamente di vegetali freschi. Vengono controllate e certificate. Sono sottoposte a selezione e calibratura. Vengono fatte spurgare ed asciugare per l’importantissimo aspetto igienico e sanitario. Prodotto di qualità eccelsa.
Casella di testo: Allevamento all’aperto
Casella di testo: Si tratta per lo più di chiocciole importate, sottoposte ad un lungo viaggio a condizioni estreme da compromettere la loro vita. Inoltre non hanno subito alcuna selezione e controllo e nessun tipo di trattamento igienico-sanitario. Raccolte dove capita non è quindi possibile sapere dove hanno vissuto e di cosa si sono cibate. Non hanno nessun requisito di sicurezza. Non sono di età e pezzatura omogenea. Le loro carni sono dunque di qualità assai scadente. 
Casella di testo: Chiocciole raccolte in “natura”
Casella di testo: Allevamento artificiale. Diffuso in molti Paesi esteri. In Italia non viene praticato. L’alimentazione delle chiocciole non comprende solo vegetali freschi. Prodotto più scadente poiché ottenuto in un ambiente non naturale per il mollusco.
Casella di testo: Allevamento al chiuso
Casella di testo: Purtroppo è ancora alta la percentuale di chiocciole importate dall’estero, sia per il loro basso costo ma soprattutto per la carenza di prodotto interno. 
Sono chiocciole provenienti da raccolta in “natura”.  
Prodotto assai scadente.
>>Vedere sopra<<
Casella di testo: Chiocciole importate dall’estero